da bach agli unkle il passo è breve
mi conosco mascherina e non m'inganno
perlopiù una rabbia molto richard ashcroft in quel video
dopo giorni bart simpson versus criceto.
penso a una spugna,
spugna dei piatti verdolina
ha da esser secca vuole così.
gamba grattugiata dalla quercia
un souvenir
e consegnerò le chiavi agli irlandesi
e spiegherò la casa e la piscina
e un po' tormenta
se sapran prendersi cura delle piante
schivo sassi e rospi inforco gallerie
mentre nel fiume gialllo topinambour spike lee gira un film
e thom yorke vuole essere mio amico.
strada dissestata scarificata abs che gratta
per arrivare a far manovra
risalire il poggio attraversare il cespuglio di lavanda
scavalcare la staccionata
e casa.
un po' triste, un po' no.
dissestata.
dissetata?
mal voluto
non fu mai troppo
un'ultima luna più o meno come l'avevo prevista
bagno in piscina forse già sabato scorso
e un fuoco acceso
e tornarsene a Casa.
succedono piccole cose che danno respiro
che solo l'inaspettato mi è gradito
una cartolina, una mail,
co-incidenze.
ma
oggi soffro assenze,
etimologicamente deficiente
che sono.

dacci oggi il nostro pianto quotidiano
per un viaggio a milano
un dottore silenzioso
speranza scende e giù con noi non torna
per un quelo e un nonno che non ci son più
una casa in vendita venduta
un camino spento
due noci che han tagliato
un topo pressoché investito
una telefonata a cui non son mai preparata
come se fossi in viaggio
da sola da troppo tempo
e non più casa o cosa a cui poter tornare
da manhattan al pronto soccorso
lei distesa e centrale in quel bianco è istantanea che non vorrei scattare
quasi corriamo dietro l'infermiera, corridoi lividi e deserti,
surreale come quel film di sorrentino,
lali puna in sottofondo.
poi esce fuori in vestaglia,
si appoggia al muro con una gamba piegata,
fuma,
ed è bellissima.
così malata,
e bellissima.